BLOG DEL COLLETTIVO LAVORI IN CORSO

General

by on Mar.11, 2013, under General

volantino dax

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

FACOLTA’ DI LETTERE E FILOSOFIA – TOR VERGATA – Via Columbia 1

INIZIATIVA DI LANCIO IN VISTA DELLE GIORNATE DI MILANO..

La notte del 16 marzo 2003, Davide Cesare “DAX” e altri due compagni vengono aggrediti da tre fascisti, nel quartiere Ticinese a Milano. Dax viene colpito da dieci coltellate ed anche Alex è ferito gravemente. Sul posto giunge prontamente la polizia, che blocca la strada ed impedisce il passaggio dell’ambulanza che ritarda i soccorsi.

I due vengono trasportati all’Ospedale San Paolo, dove giungono una ventina di compagni per accertarsi delle condizioni dei due compagni feriti. Quando viene loro comunicata la notizia della morte di Dax, gli sbirri cominciano a provocare. È scontro e partono i pestaggi.

Nel 2009, il processo sui fatti di quella tragica notte si conclude con l’assoluzione di polizia e carabinieri e la condanna a un anno e otto mesi per due compagni accusati di violenza e resistenza a pubblico ufficiale più una multa di 130.000 euro tra spese processuali e risarcimenti.

Nel 2011 comincerà il pignoramento di un quinto dello stipendio ai danni di uno dei condannati.

La nostra non vuole essere una semplice iniziativa per ricordare DAX ma un momento di incontro e confronto per mantenere alta la guardia e contrastare ogni tentativo dei fascisti di cercare spazio nei luoghi che viviamo quotidianamente.

Dalle 12:30 – Pranzo sociale
Alle 16:00 – Proiezione dei documentari “LA NOTTE NERA DI MILANO” e “VIVA DAX LIBERO E RIBELLE”.
Dalle 18:00 DJ-SET-APERITIVO a cura del Laboratorio di Musica Elettronica.

Facoltà di Lettere e Filosofia – via Columbia, 1 – Università di Tor Vergata
DAX RESISTE!

 

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Solidarietà agli studenti sotto processo per le mobilitazioni del 2008

by on Feb.14, 2013, under General

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Il 13 febbraio, il Tribunale di Milano emetterà la sentenza di primo grado verso alcuni studenti per la tentata occupazione della stazione FN di Cadorna avvenuta durante il periodo di mobilitazione noto come “movimento dell’Onda”. Altri processi si sono appena conclusi o sono tuttora in corso: si tratta di 200 denunce per 62 studenti, che vanno dall’interruzione di pubblico servizio, manifestazione non autorizzata, ed altre accuse collegate ai momenti di mobilitazione messi in atto contro la deriva aziendalista di tutto il sistema formativo.

Colpendo gli studenti che si sono battuti con più decisione, si tenta di rinchiudere dentro i tribunali un grande movimento, che tra ottobre 2008 e dicembre 2009, si è battuto sia contro la riforma Gelmini, sia contro le politiche neoliberiste di governo e Confindustria. Centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza nei cortei, nei blocchi stradali e delle stazioni, nelle occupazioni delle facoltà di molte città; e le nostre rivendicazioni non riguardavano soltanto l’ambito studentesco: collegarsi alle lotte dei lavoratori, contro i licenziamenti, o contro l’ulteriore precarizzazione della forza lavoro, erano parole d’ordine assunte da buona parte del movimento.

Chi governa sa benissimo che il mondo della formazione è sempre più funzionale ad un mondo del lavoro precario e senza garanzia alcuna. Questa condizione sta già generando tensioni sociali. Mentre sono sempre più coloro che vengono colpiti dai licenziamenti o dalla flessibilizzazione delle loro condizioni di lavoro, studenti che fanno propria la parola d’ordine “collegare le lotte”, costituiscono una voce fuori dal coro contro i piani di sfruttamento, che siano lo smantellamento del diritto allo studio, il modello Marchionne o la riforma Fornero. Pertanto, ogni disturbo va eliminato, perché la direzione nella quale ci stiamo muovendo è chiaramente definita.

La risposta migliore ad un attacco repressivo è continuare la lotta: per questo, pensiamo che si debba riportare la questione dalle aule dei tribunali agli studenti, ai giovani lavoratori che hanno dato vita a quelle mobilitazioni, e che ancora oggi si battono.

Non riteniamo di doverci assumere la responsabilità politica riguardante le motivazioni e le scelte che hanno portato migliaia di persone a e mobilitarsi. Tantomeno vogliamo assumerci la responsabilità penale in riferimento a quelle giornate

Sviluppare una memoria collettiva, da anteporre alla “memoria giudiziaria” significa prima di tutto porre le basi e affilare la critica per le future mobilitazioni, sia nella scuola che nel mondo del lavoro. Allo stesso tempo, è l’esempio migliore che si possa dare verso le giovani generazioni di studenti, che cercando di sviluppare la loro critica alla deriva aziendalista della scuola e dell’università stanno già preparando la prossima Onda.

Ribellarsi era, è, e sarà giusto.

No all’istruzione merce,

NO alla scuola/università azienda

 

RED-NET – Rete delle realtà studentesche autorganizzate

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by on Dic.06, 2012, under General

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ERI FASCISTA, RIMANI BURATTINO!

by on Nov.19, 2012, under General

Oggi 19 novembre la facoltà di Lettere e Filosofia di Tor Vergata ha ospitato nel suo
auditorium una conferenza su “Democrazia e Partecipazione”, la special guest questa volta è
stato Gianfranco Fini. Ridicolo e paradossale accettare di prendere lezioni da un ex
squadrista ripulito che ha firmato le leggi più repressive e liberticide degli ultimi 20 anni.

Gli studenti e le studentesse di Tor Vergata hanno contestato la lectio magistralis del
presidente della camera in una facoltà completamente blindata e militarizzata: reparti
antisommossa, polizia, carabinieri e digos hanno sorvegliato a vista tutti gli studenti della
facoltà, comportando lo svuotamento delle aule e la sospensione di alcune lezioni.

E’ stato ricordato a Fini che parlare di democrazia in una Facoltà distrutta dalla Legge
Gelmini non può essere accettato, soprattutto se lui stesso è uno dei primi responsabili dei
drammatici tagli all’istruzione pubblica.
Gli studenti hanno denunciato pubblicamente l’ipocrisia di questo ennesimo politicante,
sottolineando le gravissime responsabilità che ha nei confronti delle misure di “austerità” e
di repressione del movimento che esprime rabbia e a cui lo Stato risponde a suon di
manganello.

Mentre infilava la giacca e abbandonava le spranghe da squadrista, dichiarando il fascismo
come il male assoluto, firmava leggi xenofobe e razziste, contribuendo inoltre allo
smantellamento dei diritti degli studenti e dei lavoratori.

Ribadiamo che Fini e qualsiasi altro burattino del potere mascherato da professionista
tecnico non è gradito nella nostra università, impediremo sempre a questi falsi paladini della
costituzione di banchettare indisturbati nei nostri spazi e di darci lezioni sulla democrazia,
che altro non è che una parola usata ed abusata da pronunciare in campagna elettorale

Se a sua detta essere “paracarri” significa rimanere sulle proprie posizioni, per noi significa
rimanere coerenti e critici; saremo “paracarri” ma tu sei un paraculo!

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COMUNICATO DI SOLIDARIETA’ – SUI FATTI DEL 14 NOVEMBRE

by on Nov.19, 2012, under General

14 Novembre 2012, Roma. Non c’è bisogno, davvero, di resoconti della giornata. Tutti hanno potuto ben vedere, in piazza o sui media, un numero smisurato di persone che sono state prima caricate, poi picchiate senza alcun rimorso o freno, e infine arrestate dalle cosiddette “forze dell’ordine” (le stesse che lanciavano lacrimogeni dalle finestre del Ministero). E tutti sanno bene come alla fine della giornata, la “Giustizia” ha fermato e dato luogo a procedere nei confronti di 16 persone, di cui 7 in stato di detenzione presso il carcere di Regina Coeli e 1 presso Rebibbia.

Il punto, però, ci sembra più complesso.

Non si può essere davvero soddisfatti rispetto allo svolgimento della manifestazione in sé e per sé. Se anche l’affluenza e la portata della mobilitazione di ieri hanno rappresentato un successo dal punto di vista della partecipazione, la repressione che è seguita – questo ci sembra il punto cruciale della questione – è stata qualcosa di assolutamente straordinario, e deve essere denunciata e combattuta con tutte le forze possibili. È necessario mantenere alta l’attenzione, da una parte per non lasciare soli coloro che hanno ingiustamente subito pestaggi e arresti, dall’altra per denunciare a gran voce la lucida e sistematica ferocia dimostrata da governo e polizia in piazza quel giorno. Non rispondere adeguatamente agli arresti del 14 Novembre significa legittimare una gestione di piazza da parte delle forze dell’ordine che prevede puntualmente la sua quota di identificazioni, fermi, arresti e carcerazioni. Significa lasciare fare a chi pianifica, organizza ed esegue un piano di subdola, strisciante, continua repressione. Significa permettere al Potere di colpire in maniera indisturbata, ogni volta che le esigenze e i problemi dei più deboli si trasformano in aperto dissenso.

I corpi dei 50 mila manifestanti, le loro immagini e le loro voci testimoniano con chiarezza come il Potere, toltasi la maschera del berlusconismo e indossata quella del “responsabilismo” in salsa europea, continui a usare la stessa strategia nei confronti di coloro che vi si oppongono: da una parte precarizzazione continua della vita, restrizione della libertà e intensificazione del controllo, dall’altra cariche, pestaggi, fermi e arresti. Si avanza ulteriormente e più in fretta, con la scusa dell’emergenza della crisi, verso quel modello di società in cui “sorvegliare e punire” non sarà tanto il titolo di un saggio di Foucault quanto la regola delle nostre esistenze.

Per queste motivazioni, esprimiamo tutta la nostra solidarietà alle compagne e ai compagni arrestati nel corso della giornata di mercoledì 14 Novembre, confermiamo la nostra partecipazione alle iniziative in programma, e invitiamo tutte e tutti a organizzarsi per tenere viva la lotta che mira alla libertà dei nostri compagni e al crollo di questo sistema repressivo.

Siamo partiti insieme, torneremo insieme!

Liberi tutti gli arrestati di questo 14 Novembre di conflitto, in tutta Italia ed Europa!

Liberi tutti gli arrestati del 14 Dicembre, del 15 Ottobre, di Genova e di ogni altra lotta!

Libere tutte e liberi tutti, subito!

Le compagne e i compagni di Tor Vergata

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by on Mag.17, 2012, under General

ATAC AUMENTA IL BIGLIETTO E TAGLIA LE AGEVOLAZIONI:

NOI NON PAGHIAMO !

* Aumento del biglietto a 1.50;

* cancellazione degli abbonamenti mensili;

* diminuzione delle riduzioni per anziani, disoccupati ed invalidi;

* tagli alle linee meno frequentate.

Queste le novità che l’ATAC ha in serbo per noi utenti.

 

Gli aumenti servono a ripagare il debito di Atac, quasi 400 milioni di euro, causati da sprechi e ruberie: 70 manager guadagnano più di 100.000 € l’anno, e uno ne guadagna addirittura 600.000.

Nel frattempo i dipendenti “normali” rischiano il licenziamento.

Noi non ci stiamo. In una città dove il traffico ci uccide, saremo sempre più costretti ad andare al lavoro in macchina, mentre aumenta il costo della benzina.

Non vogliamo pagare per un servizio scadente.

Non vogliamo pagare i debiti accumulati per la mala gestione e per i loro stipendi milionari!

Vogliamo il ritiro del piano aziendale e il blocco dei licenziamenti.

Vogliamo fermare la privatizzazione di ATAC.

Vogliamo un trasporto pubblico per tutti e tutte, sia di giorno che di notte, che costi poco (o perché no che sia gratuito), che assicuri i diritti dei lavoratori, che renda lo spostamento in città non uno stress o un privilegio per alcuni, ma un servizio garantito ed efficiente.

VENERDI’ 25 MAGGIO DALLE ORE 13

MANIFESTAZIONE SOTTO LA SEDE DELL’ATAC IN VIA PRENESTINA!

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SOLIDARIERA’ AGLI ANTIFASCISTI/E DI FOGGIA

by on Feb.27, 2012, under General

Il Collettivo Lavori in Corso esprime totale solidarietà e vicinanza agli antifascisti e alle antifasciste del Laboratorio Politico Jacob di Foggia, arrestati sabato scorso durante la contestazione per l’inaugurazione della sede di Casapound.
Forze dell’ordine, giornalisti e politicanti vari, legittimano costantemente la loro presenza nelle nostre città e sui loro giornali. Gli sciacalli mediatici si sono superati, oltre all’infame equiparazione tra gli opposti estremismi alla quale eravamo già abituati, questa volta si sono schierati direttamente dalle parte dei fascisti. L’accanimento da prima pagina degli ultimi giorni contro i compagni foggiani, confermata dalle falsità scritte sui giornali e dalla pubblicazione di nomi e foto segnaletiche, ha l’obiettivo di criminalizzare uomini e donne che lottano ogni giorno contro il sistema che fa del fascismo uno strumento di repressione.
Di fatto si è sbattuto “il mostro” in prima pagina, reo di aver contestato l’apertura di un covo di fascisti, saliti alla ribalta, negli ultimi mesi, con il pluriomicidio di due senegalesi a Firenze.
Ribadiamo la necessità di non lasciare spazi fisici e politici a chi fa propri i vecchi valori del Ventennio che, coperti da slogan da finti ribelli, si nascondono dietro l’etichetta dei bravi ragazzi che fanno “volontariato”.
Il fascismo è sempre stato sfruttamento, repressione e profitto; contrastarlo è un dovere di tutti e tutte. Per questo invitiamo le compagne e i compagni a proseguire nella tenace lotta quotidiana nelle università, nei posti di lavoro, nelle città e nelle piazze, per ricacciare questi infami vigliacchi da dove sono venuti.

Esigiamo l’immediato rilascio dei compagni e delle compagne che si trovano agli arresti domiciliari.

 

L’ANTIFASCISMO NON SI ARRESTA!

LIBERTA’ PER I COMPAGNI ARRESTATI!

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L’ANTIFASCISMO NON E’ UNA RICORRENZA

by on Feb.22, 2012, under General

Il 22 febbraio 1980 Valerio Verbano fu assassinato dai fascisti dei NAR. Fu assassinato perchè comunista, voleva e cercava una società senza più sfruttamento e ingiustizie: aveva lavorato ad un’inchiesta sulle collusioni
fra neofascisti, stato e criminalità organizzata.
Roberto Scialabba fu ucciso il 28 febbraio 1978, durante una aggressione squadrista dei fascisti dei NAR (Fioravanti C. e V., Anselmi, Alibrandi e il Bianco comparso nelle recenti cronache per la parentopoli di Alemmanno), a Cinecitta’. L’assassinio fu rivendicato come vendetta per Acca Larentia. La stampa, ovviamente, pubblicò la notizia del suo
assassinio come un regolamento di conti per questioni di droga per snaturare del contenuto politico un’aggressione fascista. Valerio, militante nell’area dell’Autonomia, attivo nel collettivo del Liceo scientifico Archimede e nel quartiere; Roberto, militante di Lotta Continua poi attivo nell’Autonomia e impegnato nell’occupazione di via Calpurnio
Fiamma; entrambi compagni operativi e legati a percorsi di liberazione antagonisti e anticapitalisti.
Percorsi che vedevano la contrapposizione ai modelli tradizionali della politica (partiti e partitini) e lo sviluppo di un’organizzazione autonoma tra i /le proletari/e, a cominciare dal proprio territorio, al fine di costruire
una società altra da quella (capitalistica) esistente.
Valerio e Roberto erano entrambi rivoluzionari ed è per questo che furono eliminati; praticavano l’antifascismo come aspetto necessario della lotta di classe nel quartiere e in tutta la città. Era, quindi, parte integrante
della loro scelta politica quotidiana sia come individui che comunisti.
Come ogni anno ci ritroviamo tutti e tutte insieme per ricordarli. Per ricordare e far presente come l’antifascismo, per noi, come per Roberto e Valerio, si inserisca all’interno di una pratica quotidiana di opposizione ai
modelli di gestione autoritaria dei territori ed alla loro svendita da parte della classe dirigente in favore degli interessi privati. Ed è proprio perché pensiamo che l’antifascismo non sia riducibile a sterili liturgie, a merce elettorale, a vetrina spettacolare o a valore commerciale, ma vada praticato quotidianamente a partire dalle lotte, dalla presenza e dal
lavoro sui territori PER un opposizione di classe che ha come sua naturale controparte lo sfruttamento dei padroni e le loro istituzioni locali e nazionali.

VALERIO E ROBERTO VIVONO NELLE LOTTE

ASSEMBLEA PER L’AUTORGANIZZAZIONE

http://www.assembleaperlautorganizzazione.org/

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