BLOG DEL COLLETTIVO LAVORI IN CORSO

About

Nel 1989, durante le mobilitazioni contro l’autonomia finanziaria, è nato il Collettivo “Lavori in Corso”.
Il
collettivo è luogo d’incontro per tutti gli studenti e le studentesse
uniti da uno spirito antirazzista, antisessista ed
antifascista, che si confrontano sia sui temi più strettamente inerenti
l’università e il diritto allo studio, sia sui grandi temi globali.

Punti cardine della nostra difesa del diritto allo studio sono la
battaglia in favore dell’accesso a chiunque, indipendentemente dalle
proprie condizioni economiche, e per questo ci opponiamo agli aumenti
delle tasse universitarie e dei costi dei servizi.
Vogliamo essere progettisti e attori consapevoli di un’università più
stimolante, meno aggressivamente competitiva, più aperta, più critica
sul sapere che produce, più trasparente e accessibile, poiché è nostra
convinzione che la cultura e la formazione non siano un costo ma una
risorsa per il progresso e la crescita di un paese democratico.
In tutti questi anni abbiamo portato avanti numerose piccole battaglie,
molte delle quali vincenti, come quella che ha portato all’istituzione
del part-time studentesco, all’apertura e all’ampliamento delle
biblioteche di Lettere e Scienze, alla possibilità del pasto ridotto in
mensa, il contenimento dell’aumento delle tasse negli anni passati, ma
molte ancora sono aperte, e per portarle avanti e vincerle abbiamo
bisogno del tuo aiuto, poiché siamo convinti che l’università migliore
nasca non dalle decisioni dei singoli ma dalla partecipazione diretta
del più alto numero di studenti.

L’operato del
collettivo e dei rappresentanti degli studenti è gestito dall’assemblea
che periodicamente si riunisce nelle aule occupate nelle varie facoltà,
ed è aperta a chiunque voglia farne parte condividendone i principi.

Diritto allo Studio

Art.34…
I capaci e meritevoli anche se privi di mezzi, hanno diritto di
raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo
questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre
provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.
Il diritto allo studio è il principio per il quale qualsiasi tipo di
ostacolo che impedisce il libero accesso all’istruzione deve essere
eliminato attraverso agevolazioni statali. Questa norma costituzionale
non è stata mai attuata e, oltretutto, negli ultimi 17 anni una serie
di controriforme hanno tentato di distruggere il diritto allo studio.

Il collettivo Lavori in Corso si è da sempre battuto, e continuerà a
farlo, per la difesa del diritto allo studio, cioè per l’abbattimento
di qualunque barriera che impedisca una libera fruizione di saperi
critici. In difesa di questo diritto:

  • Chiediamo migliori
    servizi e strutture, non come conseguenza di tasse pagate ma come
    qualcosa di essenziale che deve essere garantito
  • Chiediamo un sistema didattico che sia orientato agli studenti e non alle aziende
  • Chiediamo una Università libera e aperta a tutti
  • Chiediamo una maggiore cura dei programmi e di come vengono presentati nelle ore di didattica frontale
  • Diciamo NO all’autonomia finanziaria
  • Diciamo
    NO all’aumento delle tasse perché servono solo a “selezionare” chi può
    permettersi di studiare e chi no; chiediamo un tavolo che discuta le
    modalità con le quali si possa giungere ad un loro abbattimento
  • Diciamo
    NO alla precarizzazione dei rapporti di lavoro per tutto il personale,
    delle aziende, cooperative, società, ecc. che operano all’interno
    dell’Ateneo
  • NO all’avvenuta  privatizzazione del LazioADiSU e alle bozze di emendamenti presentate dalla nuova giunta regionale

Infine bocciamo in toto la riforma Moratti, così come la riforma Zecchino-Berlinguer.

Guerra ed Università
Il Collettivo “Lavori in Corso” in questi anni, si è sempre impegnato
per sensibilizzare gli studenti e le studentesse sul tema della guerra
e dei diritti umani e civili.

In particolar modo,
l’impegno è volto a quelle facoltà come ingegneria, coinvolte in
maniera diretta da tutto ciò, in quanto sia nei dipartimenti
(attraverso convenzioni) che nella didattica (attraverso tesi, seminari
e master) sono presenti ditte che si occupano di sviluppo di armi o
sistemi ad esse connesse, attraverso il settore denominato “difesa”.
Dietro ogni “bomba intelligente”, dietro ogni “guerra umanitaria”,
dietro strumenti tecnologici e logistici c’è qualche ex-studente ormai
laureato che presta la sua opera a chi sta cercando di accaparrarsi
territori e risorse in mezzo mondo utilizzando non solo la manovalanza
militare ma, soprattutto, il lavoro di gente esperta che ha studiato in
università come la nostra.

Non possiamo far finta di
essere estranei quando queste aziende belliche entrano nelle nostre
aule, appoggiate da professori, presidi, rettore e (alcuni) studenti;
non basta sventolare ogni tanto la bandiera della pace quando nelle
nostre facoltà rimaniamo inermi di fronte allo spazio riservato alle
aziende belliche e ai loro “reclutatori”.

Crediamo e
siamo fermamente convinti che la pace tra i popoli sia un obiettivo
primario che non possa essere demandato agli eserciti invasori di
qualsiasi colore, caschi blu compresi, che fanno più danni che altro,
sottraendo inoltre tutte quelle risorse economiche che potrebbero
essere impiegate per scopi sociali come la casa, il lavoro, la sanità,
l’istruzione e la ricerca.

Non ci stancheremo mai di
ribadire che servire le guerre globali offrendo le basi italiane, il
supporto del nostro esercito e le nostre “intelligenze” servirà da un
lato a seminare morte, distruzione e “annichilimenti” vari, dall’altro
ad arricchire le numerose multinazionali (in particolare quelle
energetiche e belliche) che si appoggiano al lavoro dei politici
compiacenti.

Riportiamo subito a casa le truppe italiane dai territori occupati in giro per il mondo.

Per info clic [AT] autistici.org

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