BLOG DEL COLLETTIVO LAVORI IN CORSO

COMUNICATO DI SOLIDARIETA’ – SUI FATTI DEL 14 NOVEMBRE

by on Nov.19, 2012, under General

14 Novembre 2012, Roma. Non c’è bisogno, davvero, di resoconti della giornata. Tutti hanno potuto ben vedere, in piazza o sui media, un numero smisurato di persone che sono state prima caricate, poi picchiate senza alcun rimorso o freno, e infine arrestate dalle cosiddette “forze dell’ordine” (le stesse che lanciavano lacrimogeni dalle finestre del Ministero). E tutti sanno bene come alla fine della giornata, la “Giustizia” ha fermato e dato luogo a procedere nei confronti di 16 persone, di cui 7 in stato di detenzione presso il carcere di Regina Coeli e 1 presso Rebibbia.

Il punto, però, ci sembra più complesso.

Non si può essere davvero soddisfatti rispetto allo svolgimento della manifestazione in sé e per sé. Se anche l’affluenza e la portata della mobilitazione di ieri hanno rappresentato un successo dal punto di vista della partecipazione, la repressione che è seguita – questo ci sembra il punto cruciale della questione – è stata qualcosa di assolutamente straordinario, e deve essere denunciata e combattuta con tutte le forze possibili. È necessario mantenere alta l’attenzione, da una parte per non lasciare soli coloro che hanno ingiustamente subito pestaggi e arresti, dall’altra per denunciare a gran voce la lucida e sistematica ferocia dimostrata da governo e polizia in piazza quel giorno. Non rispondere adeguatamente agli arresti del 14 Novembre significa legittimare una gestione di piazza da parte delle forze dell’ordine che prevede puntualmente la sua quota di identificazioni, fermi, arresti e carcerazioni. Significa lasciare fare a chi pianifica, organizza ed esegue un piano di subdola, strisciante, continua repressione. Significa permettere al Potere di colpire in maniera indisturbata, ogni volta che le esigenze e i problemi dei più deboli si trasformano in aperto dissenso.

I corpi dei 50 mila manifestanti, le loro immagini e le loro voci testimoniano con chiarezza come il Potere, toltasi la maschera del berlusconismo e indossata quella del “responsabilismo” in salsa europea, continui a usare la stessa strategia nei confronti di coloro che vi si oppongono: da una parte precarizzazione continua della vita, restrizione della libertà e intensificazione del controllo, dall’altra cariche, pestaggi, fermi e arresti. Si avanza ulteriormente e più in fretta, con la scusa dell’emergenza della crisi, verso quel modello di società in cui “sorvegliare e punire” non sarà tanto il titolo di un saggio di Foucault quanto la regola delle nostre esistenze.

Per queste motivazioni, esprimiamo tutta la nostra solidarietà alle compagne e ai compagni arrestati nel corso della giornata di mercoledì 14 Novembre, confermiamo la nostra partecipazione alle iniziative in programma, e invitiamo tutte e tutti a organizzarsi per tenere viva la lotta che mira alla libertà dei nostri compagni e al crollo di questo sistema repressivo.

Siamo partiti insieme, torneremo insieme!

Liberi tutti gli arrestati di questo 14 Novembre di conflitto, in tutta Italia ed Europa!

Liberi tutti gli arrestati del 14 Dicembre, del 15 Ottobre, di Genova e di ogni altra lotta!

Libere tutte e liberi tutti, subito!

Le compagne e i compagni di Tor Vergata


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