BLOG DEL COLLETTIVO LAVORI IN CORSO

Archive for Febbraio, 2011

DANCEHALL DI AUTOFINANZIAMENTO!

by on Feb.25, 2011, under General

Sabato 26 febbraio

dalle 21:00

Festa di autofinanziamento del collettivo “Lavori in Corso”

contro il losco sistema dei finanziamenti delle iniziative

culturali (es. 1000 E per una video proiezione),

la privatizzazione,  il giro di soldi dei palazzinari,  dei fascisti e

dei mafiosi che lucrano sulle nostre vite!

Vogliamo l’università pubblica libera e gratuita,

L’UNIVERSITA’ E’ DI TUTTI!

RIPRENDIAMOCELA!

 

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UN’ IDEA NON MUORE MAI!

by on Feb.22, 2011, under General

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“QUESTIONI DI GENERE

by on Feb.18, 2011, under General

ASSEMBLEA UNIVERSITARIA

Nello scorso mese, ad alcuni studenti di Tor Vergata che soggiornano nel complesso abitativo universitario “Campus X”, è stato proibito l’accesso ai siti d’informazione e intrattenimento Gay. La rete locale ha motivato l’oscuramento dei siti con un semplice avviso “Forbidden Category: Gay and Lesbian Issues”.

Questo episodio è uno dei tanti piccoli aneddoti di omofobia omertosa che testimonia che una realtà universitaria come quella di Tor Vergata vive in una situazione di apparente apertura e accettazione delle problematiche degli studenti con una identità e/o una preferenza sessuale diversa da quella socialmente e moralmente imposta.

La mancata partecipazione di Tor vergata al processo di sensibilizzazione sulle tematiche

GayLesboBisexTransIntersexQueer

può essere motivata dalla forte presenza negli organi di rappresentanza di gruppi e associazioni para-partitistiche sia cattoliche-conservatrici sia autoritarie e antilberali; ma anche del mancato interesse da parte dei gruppi (apparentemente)democratici e pseudo-sinistroidi che si professano etero solidali ma che in realtà non hanno mai rappresentato la componente studentesca gaia.

Il secondo ateneo di Roma non deve rimanere indietro nella lotta che il movimento di liberazione GLBTIQ universitario, al quale gli altri atenei di Roma e del Lazio hanno già aderito attivamente.

Per questi motivi invitiamo tutt* a partecipare all’assemblea dove riunirci e comprendere come sensibilizzare studenti, lavoratori e docenti delle nostre facoltà.

Umaniste lesbiche, economisti bisex, ingegneri trans, medici intersex , scienziati queer, avvocati froci e soprattutto qualsiasi studente etero solidale, non possiamo continuare a rimanere in silenzio!

Partecipiamo tutt* all’assemblea del 24 Febbraio alle 16 nell’aula studio di Lettere e Filosofia.

Verso l’europride Rome 2011 con gaiezza!!!

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17 Febbraio: a rieccoli!

by on Feb.18, 2011, under General

Oggi l’ennesima parata di buffoni (stavolta un po’ risicata) ha fastidiosamente occupato le panchine della facoltà di Lettere.

Lo stupido pretesto consisteva in manifesti che elogiavano “l’operato” in Senato Accademico di quel nano brutto che si definisce rappresentante degli studenti: Noah Mancini.

A detta degli squallidi servi quest’individuo avrebbe “detto no” (forse gli analfabeti volevano scrivere “A noi!”) alla proposta in Senato di aumentare le tasse di 100 euro…(?)

Forse “gli stupidi che odiano gli intelligenti” non sanno che le richieste di finanziamenti culturali sono rese pubbliche dell’Ateneo. Stando agli atti infatti, emergono chiare e lampanti le cifre richieste e assegnate ai fascisti di Blocco Studentesco.

Sbandierano palesi falsità, dal revisionismo storico agli 8.500 euro chiesti all’Ateneo con la scusa di organizzare eventi dal dubbioso valore culturale (vedi “disco risorgimento”).

I soliti idioti quindi, ma idioti ladri e servi del potere. Che sotto un deplorevole aspetto democratico fatto di estetica cameratesca, di bugie consapevoli e di populismo, vorrebbero insinuarsi nelle nostre facoltà per distrarci dalla lotta e per rubare altri soldi, perchè come ormai sappiamo bene soldi,fascisti, istituzioni e polizia sono mille facce della stessa medaglia: reprimere chi lotta per la giustizia sociale e per la Libertà.

Ora e sempre resistenza!

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10 Febbraio, giorno in cui tutti i topi escono dalle fogne!!

by on Feb.10, 2011, under General

Questa mattina nella Facoltà di Lettere e Filosofia sono sbucati una trentina di sorci neri accompagnati dai loro cugini di Azione Universitaria, e scortati dai loro amici in borghese.

Hanno cercato di volantinare riguardo le foibe, tra le risate e l’indifferenza degli studenti.

Prontamente è partita la derattizzazione antifascista che ha impedito ai topi di rosicchiare gli striscioni calati nella facoltà che li invitavano a ritornare nelle fogne ricordando i partigiani slavi morti per la libertà. Il Collettivo disinfestatore con tute e maschere antibatteriche hanno distribuito un volantino sulla resistenza slava contro l’imperialismo fascista.

In concomitanza con l’infestazione fascista, si svolgeva nell’Auditorium della facoltà l’appuntamento dell’Ateneo alle celebrazioni del 150° anniversario dell’unità d’Italia, il Preside con l’abituale atteggiamento pseudo-democratico ha salutato il cameRATTO Mancini, (quello entrato al senato accademico con mazze e casco) e si è dileguato dopo aver fatto notare alla colonia di topi che i manifesti a carattere nazional-analfabeta erano affissi proprio sopra gli avvisi di divieto di affissione…

Così la comitiva di frustrati stacca minuziosamente le lapidi piegandole e mettendole in tasca (tatzebao scritti dietro manifesti elettorali di Azione Universitaria: vota Mimmo e Filomena “nota escort nell’ambiente universitario dei livelli bassi del pdl cioè Blocco”).

Così il gruppo di “luminari” abbandona dondolante il piazzale della Facoltà.

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31 Gennaio, sgomberi in tutta Italia: non resteremo a guardare!

by on Feb.01, 2011, under General

di red-net – rete delle realtà stuydentiesche autorganizzate

La mattinata del 31 gennaio ha aperto una giornata nera per il movimento studentesco. A Napoli sono stati sgomberati due edifici, lo Spazio Fanon, nei presso dell’Università Orientale e lo spazio ZERO(81), che occupava i locali dell’ex-mensa universitaria; a Firenze e a Milano stessa sorte è toccata alle aule autogestite occupate durante la mobilitazione studentesca di dicembre; il tutto nel giro di poche ore.

Chi ha sottratto questi spazi agli studenti ha colpito la necessità, sentita evidentemente in tutta Italia, di vivere le università (e non solo) in modo “diverso”, da protagonisti più che da utenti. Gli occupanti hanno restituito alla possibilità di un utilizzo aggregativo, culturale e, perché no, politico, dei luoghi precedentemente dismessi e abbandonati (come a Napoli), o utilizzati unicamente per lo svolgimento dell’attività didattica, come se il dare esami a raffica sia l’unico scopo di chi frequenta l’università. Bisogna poi ricordare come le mobilitazioni per il diritto allo studio di questi mesi abbiano trovato nelle aule occupate una naturale base di partenza e di organizzazione, dalle assemblee di facoltà, ai cortei di piazza, facendone in breve tempo dei luoghi simbolo dell’opposizione studentesca alla mercificazione del sistema formativo.

È dunque la possibilità di costruire una reale opposizione, di organizzarsi, di unire e di discutere che polizia e carabinieri hanno dovuto sopprimere nei nostri atenei, in difesa di quegli interessi che ci vorrebbero pacificati e indifferenti, a tal punto da subire in silenzio l’asservimento sistematico del sapere alle logiche e bisogni del capitale privato. Forse qualche “avveduto” giornalista parlerà di ripristino della legalità e di restituzione di un servizio alla collettività; lo invitiamo preventivamente e vivamente a farsi un giro nei nuovi campus universitari, brulicanti di telecamere, guardie giurate e tornelli, dove tutto, anche il più recondito elemento architettonico, concorre a far sentire lo studente costretto nell’eterna competizione per qualche esame, per qualche credito, per “un po’di curriculum” in più.

In tutto questo le autorità accademiche, invece di tutelare il dialogo e lo scambio culturale, si sono schierate apertamente e opportunisticamente con le forze dell’ordine, consentendo il loro ingresso negli edifici universitari, anche in assetto antisommossa. I rettori e i presidi, figure di vertice della classe baronale, dimostrano ancora una volta di servire fedelmente il moderno oscurantismo, che sacrifica la cultura critica, accessibile ed autentica sull’altare dell’interesse d’impresa.

Riteniamo che stato e baroni abbiano voluto inviarci un segnale intimidatorio, tramite questi sgomberi, per invitarci alla resa e ripristinare la “normalità” nelle facoltà, dopo la fiammata di dicembre. Da parte studentesca, già circolano comunicati di solidarietà sul web, si svolgono presìdi, si organizzano assemblee. Il messaggio è chiaro: non possiamo stare a guardare.

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