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		<title>CINEFORUM</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2012 09:08:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lavoriincorso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://clic.noblogs.org/files/2012/03/WE-WANT.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-684" src="http://clic.noblogs.org/files/2012/03/WE-WANT-723x1024.jpg" alt="" width="723" height="1024" /></a></p>
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		<title>SOLIDARIERA&#8217; AGLI ANTIFASCISTI/E DI FOGGIA</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Feb 2012 20:23:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lavoriincorso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Collettivo Lavori in Corso esprime totale solidarietà e vicinanza agli antifascisti e alle antifasciste del Laboratorio Politico Jacob di Foggia, arrestati sabato scorso durante la contestazione per l&#8217;inaugurazione della sede di Casapound. Forze dell&#8217;ordine, giornalisti e politicanti vari, legittimano costantemente la loro presenza nelle nostre città e sui loro giornali. Gli sciacalli mediatici si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Collettivo Lavori in Corso esprime totale solidarietà e vicinanza agli antifascisti e alle antifasciste del Laboratorio Politico Jacob di Foggia, arrestati sabato scorso durante la contestazione per l&#8217;inaugurazione della sede di Casapound.<br />
Forze dell&#8217;ordine, giornalisti e politicanti vari, legittimano costantemente la loro presenza nelle nostre città e sui loro giornali. Gli sciacalli mediatici si sono superati, oltre all&#8217;infame equiparazione tra gli opposti estremismi alla quale eravamo già abituati, questa volta si sono schierati direttamente dalle parte dei fascisti. L&#8217;accanimento da prima pagina degli ultimi giorni contro i compagni foggiani, confermata dalle falsità scritte sui giornali e dalla pubblicazione di nomi e foto segnaletiche, ha l&#8217;obiettivo di criminalizzare uomini e donne che lottano ogni giorno contro il sistema che fa del fascismo uno strumento di repressione.<br />
Di fatto si è sbattuto “il mostro” in prima pagina, reo di aver contestato l&#8217;apertura di un covo di fascisti, saliti alla ribalta, negli ultimi mesi, con il pluriomicidio di due senegalesi a Firenze.<br />
Ribadiamo la necessità di non lasciare spazi fisici e politici a chi fa propri i vecchi valori del Ventennio che, coperti da slogan da finti ribelli, si nascondono dietro l&#8217;etichetta dei bravi ragazzi che fanno “volontariato”.<br />
Il fascismo è sempre stato sfruttamento, repressione e profitto; contrastarlo è un dovere di tutti e tutte. Per questo invitiamo le compagne e i compagni a proseguire nella tenace lotta quotidiana nelle università, nei posti di lavoro, nelle città e nelle piazze, per ricacciare questi infami vigliacchi da dove sono venuti.</p>
<p>Esigiamo l&#8217;immediato rilascio dei compagni e delle compagne che si trovano agli arresti domiciliari.</p>
<p><a href="http://clic.noblogs.org/files/2012/02/Foto0038.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-680" src="http://clic.noblogs.org/files/2012/02/Foto0038-1024x768.jpg" alt="" width="534" height="279" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h1 style="text-align: center">L&#8217;ANTIFASCISMO NON SI ARRESTA!</h1>
<h1 style="text-align: center">LIBERTA&#8217; PER I COMPAGNI ARRESTATI!</h1>
]]></content:encoded>
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		<title>L’ANTIFASCISMO NON E’ UNA RICORRENZA</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 09:25:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lavoriincorso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 22 febbraio 1980 Valerio Verbano fu assassinato dai fascisti dei NAR. Fu assassinato perchè comunista, voleva e cercava una società senza più sfruttamento e ingiustizie: aveva lavorato ad un&#8217;inchiesta sulle collusioni fra neofascisti, stato e criminalità organizzata. Roberto Scialabba fu ucciso il 28 febbraio 1978, durante una aggressione squadrista dei fascisti dei NAR (Fioravanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Il 22 febbraio 1980 Valerio Verbano fu assassinato dai fascisti dei NAR. Fu assassinato perchè comunista, voleva e cercava una società senza più sfruttamento e ingiustizie: aveva lavorato ad un&#8217;inchiesta sulle collusioni<br />
fra neofascisti, stato e criminalità organizzata.<br />
Roberto Scialabba fu ucciso il 28 febbraio 1978, durante una aggressione squadrista dei fascisti dei NAR (Fioravanti C. e V., Anselmi, Alibrandi e il Bianco comparso nelle recenti cronache per la parentopoli di Alemmanno), a Cinecitta&#8217;. L&#8217;assassinio fu rivendicato come vendetta per Acca Larentia. La stampa, ovviamente, pubblicò la notizia del suo<br />
assassinio come un regolamento di conti per questioni di droga per snaturare del contenuto politico un&#8217;aggressione fascista. Valerio, militante nell’area dell’Autonomia, attivo nel collettivo del Liceo scientifico Archimede e nel quartiere; Roberto, militante di Lotta Continua poi attivo nell’Autonomia e impegnato nell’occupazione di via Calpurnio<br />
Fiamma; entrambi compagni operativi e legati a percorsi di liberazione antagonisti e anticapitalisti.<br />
Percorsi che vedevano la contrapposizione ai modelli tradizionali della politica (partiti e partitini) e lo sviluppo di un’organizzazione autonoma tra i /le proletari/e, a cominciare dal proprio territorio, al fine di costruire<br />
una società altra da quella (capitalistica) esistente.<br />
Valerio e Roberto erano entrambi rivoluzionari ed è per questo che furono eliminati; praticavano l&#8217;antifascismo come aspetto necessario della lotta di classe nel quartiere e in tutta la città. Era, quindi, parte integrante<br />
della loro scelta politica quotidiana sia come individui che comunisti.<br />
Come ogni anno ci ritroviamo tutti e tutte insieme per ricordarli. Per ricordare e far presente come l&#8217;antifascismo, per noi, come per Roberto e Valerio, si inserisca all’interno di una pratica quotidiana di opposizione ai<br />
modelli di gestione autoritaria dei territori ed alla loro svendita da parte della classe dirigente in favore degli interessi privati. Ed è proprio perché pensiamo che l&#8217;antifascismo non sia riducibile a sterili liturgie, a merce elettorale, a vetrina spettacolare o a valore commerciale, ma vada praticato quotidianamente a partire dalle lotte, dalla presenza e dal<br />
lavoro sui territori PER un opposizione di classe che ha come sua naturale controparte lo sfruttamento dei padroni e le loro istituzioni locali e nazionali.</p>
<h1 style="text-align: justify">
VALERIO E ROBERTO VIVONO NELLE LOTTE</h1>
<p style="text-align: left">
<p style="text-align: right">ASSEMBLEA PER L&#8217;AUTORGANIZZAZIONE</p>
<p>http://www.assembleaperlautorganizzazione.org/</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La resistenza contro i crimini fascisti nel confine orientale italiano</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 10:39:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lavoriincorso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Nel 1924, dopo la fine della prima guerra mondiale, i trattati di pace inclusero all&#8217;interno del confine italiano circa 500.000 tra sloveni e croati. Il governo fascista cominciò una politica di italianizzazione forzata che raggiunse il suo culmine nel 1942, quando fu nominato comandante della seconda armata italiana e massima autorità militare jugoslava [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://clic.noblogs.org/files/2012/02/10-FEBBRAIO-copy.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-671" src="http://clic.noblogs.org/files/2012/02/10-FEBBRAIO-copy-723x1024.jpg" alt="" width="723" height="1024" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel 1924, dopo la fine della prima guerra mondiale, i trattati di pace inclusero<br />
all&#8217;interno del confine italiano circa 500.000 tra sloveni e croati. Il governo fascista<br />
cominciò una politica di italianizzazione forzata che raggiunse il suo culmine nel<br />
1942, quando fu nominato comandante della seconda armata italiana e massima<br />
autorità militare jugoslava Mario Roatta. Era al comando della guerra italiana contro i<br />
partigiani slavi, che da decenni subivano le imposizioni e la repressione del regime<br />
fascista. Si è reso inoltre responsabile della costruzione di campi di internamento per<br />
migliaia di Jugoslavi e della stesura di leggi che permettevano di giustiziare ostaggi,<br />
deportare famiglie e incendiare case. Dall&#8217;aprile del 1941 al settembre del 1943 interi<br />
villaggi furono massacrati in Croazia e Slovenia con la scusa di essere sostenitori<br />
della resistenza partigiana. Nel solo territorio della provincia di Lubiana 9000<br />
persone furono eliminate e 800 paesi distrutti. Il tutto rientrava in un lugubre piano di<br />
pulizia etnica, che mirava a svuotare le città e soprattutto i villaggi, dagli slavi per far<br />
posto alle famiglie delle vittime italiane.<br />
Uno dei campi di concentramento più esteso si trovava sull&#8217;isola di Rab (Croazia),<br />
nelle vicinanze del villaggio di Campor, e conteneva circa 15.000 slavi; anche su<br />
territorio italiano ce n&#8217;erano più di uno: Trieste, Padova, Treviso, Toscana e altre<br />
regioni.<br />
In un clima così teso e oppressivo fu forte la collaborazione tra perseguitati politici<br />
italiani e partigiani slavi. A testimonianza vi è l&#8217;episodio del 1943 della fuga dal<br />
campo di Renicci (comune di Anghiari) e la successiva confluenza dei prigionieri<br />
nelle brigate partigiane più vicine.<br />
Viviamo in un periodo in cui il revisionismo storico è diventata una potente arma<br />
nelle mani di chi ci governa. Con lo scopo di creare false coscienze e distruggere lo<br />
spirito critico, politicanti d&#8217;ogni dove si divertono a riscrivere la storia, buttando<br />
fango su chi è morto per la Libertà.<br />
Noi ci teniamo a ricordare questi giorni, non come le violenze di un popolo sull&#8217;altro<br />
o viceversa. Ci teniamo a ricordarli come la legittima resistenza di un territorio<br />
abitato da numerose etnie. Ci teniamo a ricordarli come un sincero episodio di<br />
solidarietà tra sfruttati\e contro un governo infame e violento. Ci teniamo a ricordarli<br />
per mantenere viva la speranza di Libertà che batteva nei cuori di tutti quegli uomini<br />
e tutte quelle donne uccise dal fascismo.</p>
<p>SIETE TUTT@ INVITATI<br />
VENERDì 10 FEBBRAIO<br />
DALLE 11:00<br />
FACOLTA&#8217; DI LETTERE E FILOSOFIA-TOR VERGATA</p>
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		</item>
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		<title>CONTRO LA REPRESSIONE. LIBERTA&#8217; PER TUTTE E TUTTI!</title>
		<link>http://clic.noblogs.org/post/2012/01/29/contro-la-repressione-liberta-per-tutte-e-tutti/</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 15:27:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lavoriincorso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un’operazione contro la Valsusa? Un’operazione contro tutti i movimenti sociali in lotta Il 26 gennaio in tutta Italia si sono verificate 52 perquisizioni che hanno portato a 26 arresti e 16 denunce a piede libero per le mobilitazioni contro la costruzione della linea ad alta velocità Torino-Lione (TAV). Le accuse sono resistenza, violenza, lesioni a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un’operazione contro la Valsusa?<br />
Un’operazione contro tutti i movimenti sociali in lotta</p>
<p>Il 26 gennaio in tutta Italia si sono verificate 52 perquisizioni che hanno portato a 26 arresti e 16 denunce a piede <a href="http://clic.noblogs.org/files/2012/01/notav.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-666" src="http://clic.noblogs.org/files/2012/01/notav.jpg" alt="" width="428" height="321" /></a>libero per le mobilitazioni contro la costruzione della linea ad alta velocità Torino-Lione (TAV). Le accuse sono resistenza, violenza, lesioni a pubblico ufficiale e riguardano in particolare i fatti di Chiomonte del 3 luglio, quando una grandissima manifestazione si era opposta alla costruzione del “fortino”, creato per proteggere il cantiere di questa grande opera.</p>
<p>Ma alla popolazione della Val Susa, come a tutti noi, un modello di sviluppo incentrato su devastazione del territorio e sempre maggiori profitti per speculatori e padroni vari, non serve.</p>
<p>Dal 1991 in Val Susa i comitati popolari NoTav si battono contro questa linea ferroviaria sulla quale si giocano enormi interessi economici; interessi che sono in antitesi con i bisogni e le condizioni di vita reali della maggior parte della popolazione. In questo modo il capitalismo italiano cerca di rilanciare il proprio ruolo all’interno dell’UE, diventando una piattaforma di transito-merci e manodopera, e imponendo alla popolazione i costi economici, sociali, ambientali e militari dell’operazione. In Val Susa abbiamo visto una lotta partecipata, condivisa che ha travalicato i confini della valle, contribuendo a palesare i limiti di questo modello sociale.<br />
Mentre la Tav passa sulla testa delle popolazioni, è in atto l’ulteriore  smantellamento dei diritti nel mondo del lavoro annunciato dal governo tecnico.</p>
<p>In questi ultimi mesi, e anni, si sono moltiplicate le lotte dei lavoratori contro la chiusura delle fabbriche, lo sfruttamento, la continua precarizzazione dei contratti di lavoro, la mercificazione dell’istruzione.</p>
<p>Ne sono un esempio le aziende occupate, i presidi permanenti dei lavoratori, le mobilitazioni degli studenti, o dei comitati territoriali che si oppongono a progetti di devastazione territoriale attraverso la creazione di discariche (Chiaiano) o infrastrutture (ponte sullo stretto, TEM).<br />
All’interno di queste lotte si sono mossi fino ad oggi gli arrestati. Le misure restrittive, coadiuvate dalla spettacolarizzazione mediatica, criminalizzano le lotte cercano di isolare questi compagni dal tessuto sociale in cui sono inseriti. Ma il movimento Notav è una lotta popolare con una esperienza ventennale che attraverso un senso di partecipazione attiva alla lotta ha sviluppato dei validi anticorpi alla distinzione tra buoni e cattivi.</p>
<p>Le lotte di oggi, per quanto frammentarie e parziali, pongono una critica profonda al capitalismo, e rappresentano un’anticamera concreta allo sviluppo di un diverso sistema sociale. Proprio questa alternativa preoccupa la classe dirigente. Nel tentativo di riproporre lo spauracchio degli infiltrati nei movimenti sociali (siano essi terroristi o blackblock), la toga rossa Caselli ha affermato che “questo non è un attacco alla Valsusa”. Infatti non lo è. E’ un attacco contro tutti i movimenti sociali in lotta.</p>
<p>Libertà per tutti/e.</p>
<p>Red-Net; Assemblea Scienze Politiche- Milano; Collettivo 20 Luglio- Palermo; Collettivo 808- Padova; Collettivo Aula R- Pisa; Collettivo Autorganizzato Univeritario- Napoli; Collettivo Lavori In Corso- Roma; Collettivo Politico- Firenze; Studenti Comunisti- Bologna; Studenti Federico Secondo- Napoli.</p>
<div>
<div><img src="https://mail.google.com/mail/images/cleardot.gif" alt="" /></div>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>SABATO 17 DICEMBRE MOBILITAZIONE ANTIFASCISTA A GROTTAFERRATA</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 13:52:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lavoriincorso</dc:creator>
				<category><![CDATA[General]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;amministrazione comunale di centrosinistra di Grottaferrata ha concesso la sala del “Teatro Sacro Cuore” al gruppo fascista di Casapound Italia per la presentazione della loro idea di “politica” in 40 punti programmatici. Organizzare una struttura politica fascista, quale è Casapound, significa prima di tutto porsi al servizio dei poteri forti discriminando le persone per razza, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://clic.noblogs.org/files/2011/12/foto1-grotta-2009.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-658" src="http://clic.noblogs.org/files/2011/12/foto1-grotta-2009.jpg" alt="" width="753" height="340" /></a></p>
<p>L&#8217;amministrazione comunale di centrosinistra di Grottaferrata ha concesso la sala del “Teatro Sacro Cuore” al gruppo fascista di Casapound Italia per la presentazione della loro idea di “politica” in 40 punti programmatici.<br />
Organizzare una struttura politica fascista, quale è Casapound, significa prima di tutto porsi al servizio dei poteri forti discriminando le persone per razza, sesso e classe sociale di appartenenza.<br />
La “favola” dell&#8217;associazione di promozione sociale, sotto la quale si nascondono, li rende ancor più falsi e ridicoli di quello che già sono.<br />
Tali strutture esistono solo grazie alla ricca borghesia e ai poteri forti che li finanziano per usarli come mazzieri da sguinzagliare contro chi si lotta per una società diversa, senza sfruttati né sfruttatori. Qualsiasi forma di libertà e autodeterminazione non è compatibile con il fascismo e i suoi adepti.</p>
<p>“Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”</p>
<p>Dell&#8217;Utri, Scilipoti, Stefania Craxi (in sostituzione di Bettino), Daniela Santanché, Mariastella Gelmini, Mario Borghezio, Gianni Alemanno, Renata Polverini, Francesco Storace e la lista è ancora molto lunga&#8230;<br />
I fascisti di Casapound con questi soggetti hanno organizzato e organizzano iniziative di reciproco sostegno politico. Se ne vantano pure. Il peggio del peggio, verrebbe da dire.<br />
Sostengono diversi mafiosi acclarati, massoni, pidduisti, si sono candidati al fianco di una ricca miliardaria imprenditrice ultrarazzista socia di Briatore, si salutano romanamente ma un leghista che li foraggia nell&#8217;inesistente Padania fa sempre comodo ed esultano per la cementificazione e la speculazione approvata con il Piano Casa della Regione Lazio. Cosa avranno per definirsi “ribelli” e “non conformi”?<br />
Ai Castelli Romani per Casapound e i fascisti di qualsiasi altra denominazione non c&#8217;è spazio.<br />
In tutta Italia le loro iniziative e la loro presenza sono contestate nonostante godano dell&#8217;appoggio indiscusso da parte delle forze dell&#8217;ordine e della magistratura che si pongono a tutela dei remunerati servigi camerateschi.<br />
Il libro che vogliono presentare è una scusa per aprirsi nuovi varchi. Chi protegge questi “nipotini del Duce”, i quali hanno già dimostrato in decine di occasioni quello di cui sono capaci di fare armati di spranghe e coltelli, se ne dovrà assumere tutte le responsabilità politiche e la co-partecipazione al processo di legittimazione e “santificazione” in atto soprattutto attraverso i media, in piena complicità con i loro progetti politici.<br />
L&#8217;episodio di Firenze è solo l&#8217;ultimo e il più tragico di una lunga serie, coltivato nell&#8217;ambito culturale di un covo fascista, quello di Pistoia, dove il loro “intellettuale-assassino” aveva anche presentato un libro. Altro che “lo conosciamo appena” come vanno sostenendo. Non si è trattato del gesto di un folle ma di quello di un fascista, come lo è chi milita in simili organizzazioni, che ha deciso di passare “dalle idee all&#8217;azione”, stavolta armato di una pistola con la quale ha ucciso due persone immigrate che lavoravano in un mercato come ambulanti.<br />
Ci sentiamo di esprimere la nostra solidarietà agli amici e ai parenti di Diop Mor e Samb Modou (anche i “senegalesi” hanno un nome per chi ancora non lo avesse trovato nelle pagine dei giornali) e agli altri tre feriti.<br />
Così come a tutti i migranti sotto attacco in Italia da anni per una serie di provvedimenti razzisti e xenofobi che li tengono sempre in sospeso tra un permesso di soggiorno e un lager chiamato CIE.<br />
Con il doppio risultato di essere sempre più ricattabili sul posto di lavoro e di costituire un ottimo capro espiatorio utile per ogni occasione.</p>
<p>Nel nostro Paese, le bombe contro la gente, in piazza, in banca e sui treni le hanno sempre messe i fascisti, su mandato dei loro padroni che volevano soffocare i movimenti di lotta con la repressione. Inutile soffermarsi sulla vergogna del ventennio iniziata con lo squadrismo in fabbrica e nei campi contro operai e contadini e proseguita con il Concordato, le leggi razziali, il colonialismo e la seconda guerra mondiale al fianco di Hitler.<br />
Questi soggetti che operano anche dal punto di vista del revisionismo storico cascano male. I loro predecessori sono stati infami, loro se ne rivendicano le gesta, spesso emulandoli, e ne ripropongono le medesime idee.<br />
Non siamo disposti a “ospitarli” ai Castelli Romani, visto che per fare la loro buffonata faranno intervenire i loro principali camerati di Roma. Se li riprendesse Alemanno e li facesse giocare in cameretta con il figlio appena eletto nelle fila di Blocco Studentesco o con il suocero stragista Pino Rauti, se gli piacciono tanto.</p>
<p>Contro ogni forma di fascismo, razzismo e sessismo, sabato 17, ore 16.00, Grottaferrata.</p>
<p>Assemblea Antifascista dei Castelli Romani</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Assemblea pubblica!!!</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 11:32:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lavoriincorso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ingegneria]]></category>

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		<description><![CDATA[Collettivo Lavori in Corso Ingegneria]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://clic.noblogs.org/files/2011/12/assemblea-pubblica.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-653" src="http://clic.noblogs.org/files/2011/12/assemblea-pubblica-724x1024.jpg" alt="" width="672" height="951" /></a></p>
<p style="text-align: right">Collettivo Lavori in Corso Ingegneria</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Festa di autofinanziamento all&#8217; I PO&#8217; di Marino</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 11:08:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lavoriincorso</dc:creator>
				<category><![CDATA[General]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalle  ore 19:00 presentazione del libro LA CLASSE OPERAIA NON VA IN PARADISO Il cinema di lotta e di protesta di Umberto Calamita e Giuseppe Zanlungo – Ed. Falsopiano Saranno presenti gli autori. A seguire cena con buffet Dalle 23:00:]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center">
<p style="text-align: center"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial Rounded MT Bold,sans-serif"><span style="font-size: medium"><em><span style="text-decoration: underline"><strong>Dalle  ore 19:00</strong></span></em></span></span></span></p>
<p style="text-align: center" align="JUSTIFY">
<p style="text-align: center" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial Rounded MT Bold,sans-serif"><span style="font-size: small"> presentazione del libro</span></span></p>
<p style="text-align: center"><span style="font-family: Arial Rounded MT Bold,sans-serif"><span style="font-size: small"><strong>LA CLASSE OPERAIA NON VA IN PARADISO </strong></span></span></p>
<p style="text-align: center"><span style="font-family: Arial Rounded MT Bold,sans-serif"><span style="font-size: small"><strong> Il cinema di lotta e di protesta</strong></span></span><img alt="" /></p>
<p style="text-align: center"><span style="font-family: Arial Rounded MT Bold,sans-serif">di Umberto Calamita e Giuseppe Zanlungo – Ed. Falsopiano</span></p>
<p style="text-align: center"><span style="font-family: Arial Rounded MT Bold,sans-serif">Saranno presenti gli autori. A seguire cena con buffet</span><img alt="" /></p>
<h3 style="text-align: center"><span style="text-decoration: underline">Dalle 23:00:</span></h3>
<p><a href="http://clic.noblogs.org/files/2011/12/dancehall-3-dicembre.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-648" src="http://clic.noblogs.org/files/2011/12/dancehall-3-dicembre-716x1024.jpg" alt="" width="700" height="1000" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>CINEFORUM</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 13:14:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lavoriincorso</dc:creator>
				<category><![CDATA[General]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://clic.noblogs.org/files/2011/11/CINEFORUM-novembre-blog1.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-641" src="http://clic.noblogs.org/files/2011/11/CINEFORUM-novembre-blog1-723x1024.jpg" alt="" width="723" height="1024" /></a></p>
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		<title>CHIUDONO BARACCA E BURATTINI.</title>
		<link>http://clic.noblogs.org/post/2011/11/03/chiudono-baracca-e-burattini/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 11:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lavoriincorso</dc:creator>
				<category><![CDATA[General]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 27 Ottobre si è riunito il Consiglio di Facoltà per decidere della sopravvivenza dei corsi di Laurea e della prossima riorganizzazione dipartimentale. Come prevede la riforma Gelmini, la nostra Facoltà ha subito e continua a subire una drastica riduzione dell&#8217;Offerta Formativa e il taglio indiscriminato di tutti i servizi per gli studenti. Il Preside [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 27 Ottobre si è riunito il Consiglio di Facoltà per decidere della sopravvivenza dei corsi di Laurea<a href="http://clic.noblogs.org/files/2011/11/teatrino-caputo-e-lauro.jpg"><img class="alignright size-large wp-image-637" src="http://clic.noblogs.org/files/2011/11/teatrino-caputo-e-lauro-1024x723.jpg" alt="" width="337" height="237" /></a><br />
e della prossima riorganizzazione dipartimentale.</p>
<p>Come prevede la riforma Gelmini, la nostra Facoltà ha subito e continua a subire una drastica riduzione dell&#8217;Offerta Formativa e il taglio indiscriminato di tutti i servizi per gli studenti.<br />
Il Preside in combutta con i Presidenti dei Corsi di Laurea, ha messo le toppe per “mandare avanti la baracca” [cit. Preside]:</p>
<p>– La maggior parte dei ricercatori e ricercatrici (quelli che ci fanno le lezioni e gli esami) ha<br />
accettato un contratto da 1 euro a 23 euro per ogni modulo svolto, cifre ridicole anche da<br />
pronunciare! La situazione a riguardo rimane ambigua: da una parte il Ricercatore è un<br />
soggetto estremamente ricattabile, quindi quasi costretto all&#8217;attività didattica, dall&#8217;altra vede<br />
come unica soluzione la speranza in un futuro riconoscimento che lo porta alla passiva<br />
accettazione di ciò che gli viene imposto.</p>
<h3 style="text-align: center">
<p>Che livello di qualità possiamo aspettarci dall&#8217;insegnamento affidato ad un<br />
ricercatore non retribuito che svolge attività che da categoria non è tenuto a<br />
sostenere?</h3>
<p>– Il docente ordinario avendo un&#8217;alta retribuzione dovrebbe come minimo occuparsi<br />
dell&#8217;insegnamento, quindi tenere le lezioni, sostenere gli esami e occuparsi delle tesi di<br />
laurea. Queste mansioni vengono invece sistematicamente affidate ai ricercatori che a<br />
contratto zero non si occupano neanche più di Ricerca ma alleggeriscono il carico di lavoro<br />
ai baroni strapagati.</p>
<p>– Gli stessi professori ordinari che durante le lezioni danno spazio a considerazioni politiche e<br />
critiche sulla situazione attuale, in realtà nella messa in pratica si rivelano a difesa solo dei<br />
loro interessi, che nella maggior parte dei casi coincidono con il mantenimento dei ruoli e<br />
dei rapporti di baronato; come nel caso della votazione favorevole quasi unanime per<br />
l&#8217;approvazione dei contratti gratuiti, che ha smascherato definitivamente le dinamiche di<br />
sfruttamento (tipiche delle aziende) presenti nell&#8217;Università.</p>
<h3 style="text-align: center">
<p>Siamo sicuri che riusciremo a portare a termine il percorso di studi che abbiamo scelto di<br />
intraprendere all&#8217;inizio della nostra carriera accademica ?</h3>
<p>– Questi provvedimenti temporanei (le toppe sopracitate) non fanno altro che rimandare il<br />
problema, nella peggiore delle ipotesi a sei mesi, nella migliore ad un anno. Nonostante si<br />
voglia far credere che tutto sia stato risolto, la situazione è tutt&#8217;altro che stabile: questo<br />
sistema infatti è stato attuato nella consapevolezza che a breve, per gli obblighi dettati dalla<br />
riforma Gelmini, dovrà necessariamente essere stravolto.</p>
<h3 style="text-align: center">
<p>Siamo sicuri di dover accettare passivamente tutto questo?</h3>
<p>Ogni mercoledì, collettivo di facoltà in aula charlie brown&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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